Tra i primi in Italia, pimi interventi di chirurgia protesica totale di ginocchio con il sistema RIO

Venerdì, 3 Novembre, 2017

 

Sono stati effettuati pochi giorni fa, tra i primi in Italia, presso il Policlinico di Abano Terme (PD) i primi interventi di chirurgia protesica totale di ginocchio TKA (Total Knee Arthroplasty) con il sistema RIO, una piattaforma robotica ad alta tecnologia per la chirurgia protesica in ortopedia.
La piattaforma robotica per ortopedia protesica MAKO surgical (modello RIO System) è entrata in funzione presso la nostra struttura nel 2011, tra le prime realtà private in Italia a utilizzarlo, dove fino a oggi sono state impiantate oltre 1.000 protesi monocompartimentali con tecnica robotica, con ottimi risultati.
“In sei anni di utilizzo del robot in ortopedia si è potuto evidenziare“ - specifica il nostro Responsabile dell’Unità di Chirurgia Robotica, Dr. Davide Bertolini - “oltre a un miglioramento nell’esecuzione degli interventi chirurgici e nella durata della convalescenza, anche un’ottimizzazione dei tempi di degenza in ospedale e quelli della riabilitazione”.
Di norma la chirurgia protesica ortopedica viene eseguita con tecnologie tradizionali o con l'ausilio di sistemi di navigazione. La robotica risulta essere un grande passo avanti rispetto alla navigazione in termini tecnologici per la precisione e la qualità degli interventi eseguiti.
La piattaforma robotica, prodotta da Mako Surgical Corp. è un braccio robotico che permette di riprodurre sul paziente ciò che il chirurgo ha pianificato con estrema precisione sul software computerizzato, eliminando la percentuale di errori di esecuzione.
“Il gesto chirurgico” spiega il Dr. Davide Bertolini, “effettuato con il braccio robotico ha un margine di errore di un millimetro, oltre il quale il sistema si arresta, evitando cosi sprechi di osso o danni potenziali ad arterie, vene e nervi, tessuti e legamenti.”
Le visualizzazioni hanno una riproducibilità anche tridimensionale del planning e dell'immagine intraoperatoria e tengono in considerazione l'anatomia specifica di ogni paziente, il bilanciamento legamentoso dell'articolazione, lo spessore della cartilagine, l'orientamento, lo scorrimento e l'accoppiamento tra le componenti protesiche.
“Grazie a questo robot,” precisa il Dr. Davide Bertolini, “mettiamo delle protesi che sappiamo funzionare nel modo più corretto possibile, con la speranza che questo migliori anche l’usura e la longevità dell’impianto”.
Viene utilizzato per interventi su artrosi primaria e secondaria. Garantisce un’elevatissima precisione e riproducibilità del gesto chirurgico, minore sanguinamento, tempi di degenza minori, rischi più bassi di infezione post-operatoria, tempi di recupero più veloci, migliore mobilità e qualità della vita, ma soprattutto, una più lunga sopravvivenza delle protesi impiantate con robotica rispetto al metodo tradizionale.
È un sistema in continua evoluzione. Accanto a interventi sul ginocchio è già possibile effettuare interventi sull’anca e allo studio ci sono progetti sulla spalla e sulla caviglia.