


Il Robot in sala operatoria
Al Policlinico di Abano arriva un MAKO: il braccio bionico che consente il perfetto posizionamento dell'impianto protesico
Laser a olmio per curare la prostata
La nuova tecnica permette di ridurre i tempi di ricovero e agevola la ripresa delle normali attività quotidiane
Un centro dedicato per la cura delle ferite difficili
Il Centro per lo Studio e la Cura delle Ferite Difficili si occupa del trattamento e della ricerca scientifica sulle problematiche relative alle ulcere cutanee croniche. Il Centro offre professionalità ed esperienza per la cura di queste complicate patologie
L’Unità di Ginecologia Oncologica del Policlinico di Abano Terme ha messo a disposizione delle pazienti affette da tumori delle ovaie la chemioipertermia, una tecnica di cura non standard che mostra efficacia superiore alle tecniche più comuni.
Grazie all’impegno clinico e scientifico dello staff dell’unità operativa, diretta dal Dr. Alfredo Ercoli, lo studio e l’utilizzo di questa tecnica stanno facendo passi importanti.
La chemioipertermia, già utilizzata per curare altri tumori ma non comune nel tumore delle ovaie, consiste nell’introdurre una soluzione di farmaco chemioterapico riscaldato nel ventre della paziente, subito dopo l’intervento chirurgico per la rimozione del tumore.
Questa tecnica è efficace perché consente il contatto diretto del farmaco con le cellule tumorali residue non rimosse dal chirurgo e con le membrane interne degli organi.Inoltre, l’effetto del farmaco è potenziato grazie alla temperatura elevata, che facilita il passaggio del farmaco nelle cellule.
L’equipe del Dr. Ercoli ha cominciato ad utilizzare questa tecnica in modo più sistematico ed efficace, anche per accumulare dati che ne confermino la validità scientifica e l’applicabilità su scala maggiore.
La ricerca sulla chemioipertermia. Il lavoro dell’unità di Ginecologia Oncologica ha ricevuto un importante riscontro nella recente pubblicazione di uno studio sulla chemioipertermia su Gynecologic Oncology, una delle riviste scientifiche più importanti nel campo della ginecologia oncologica.
Lo studio, coadiuvato dalla squadra del Dr. Ercoli e condotto su 41 pazienti, conclude che l’utilizzo della chemioipertermia dopo l’intervento per rimuovere il cancro delle ovaie è un “trattamento sicuro, e capace di influenzare in modo significativo i tassi di sopravvivenza rispetto all’utilizzo esclusivo di chemioterapia o di chirurgia e chemioterapia standard”.
Il Dr. Ercoli spiega: “Questo studio è stato pubblicato dal gruppo italiano più esperto su questo tipo di approccio terapeutico. Esso fornisce buone indicazioni di base, che serviranno come punto di partenza per studi più complessi e ricchi. Sono necessari studi scientifici controllati per convalidare la chemioipertermia come nuovo standard di trattamento nelle recidive.”